Teatro

Raffaella Alterio protagonista del musical italiano dedicato ad Anne Frank.

“Il diario di Anne Frank” è uno spettacolo dolorosamente bello che colpisce ancora di più in un momento storico come questo, in cui una nuova guerra è appena scoppiata vicino a noi. Viene da chiedersi se la dolce e forte Anne conserverebbe ancora la sua fiducia nell’umanità.

“Il diario di Anne Frank” di Frances Goodrich e Albert Hackett

Dal 22 al 27 febbraio 2022 al Teatro Belli, Roma.

Traduzione Alessandra Serra e Paolo Collo
con (in ordine di apparizione)
Ruben Rigillo, Gabriella Casali, Raffaella Alterio, Francesca Bianco, Beatrice Coppolino, Vinicio Argirò, Tonino Tosto, Susy Sergiacomo, Fabrizio Bordignon, Roberto Baldassari
aiuto regia Martina Gatto
scene Vito Giuseppe Zito
costumi Annalisa Di Piero
ufficio promozione scuole Alessandra Santilli
i brani tradizionali ebraici sono cantati da Eleonora Tosto
regia Carlo Emilio Lerici
una coproduzione Teatro Belli / Compagnia Mauri Sturno

Dopo il grandissimo successo del suo debutto nel gennaio 2020, torna in scena al Teatro Belli IL DIARIO DI ANNE FRANK.  La vicenda inizia con Otto Frank, unico sopravvissuto, che ritrova nella soffitta il Diario tenuto da sua figlia Anne (Raffaella Alterio). Mentre inizia a leggere, come evocate dalle pagine del Diario, riprendono vita le vicende della famiglia Frank nella Amsterdam occupata dai nazisti. E’ il 1942: la famiglia Frank è ebrea, e i tedeschi danno la caccia agli ebrei di casa in casa. Prima del tragico finale, Anne vivrà due anni nel rifugio segreto, vedendo il cielo solo la notte, da una piccola finestra, con la compagnia della sua famiglia, della famiglia Van Daan e del dottor Dussel. Con una scenografia che si sviluppa su due livelli e quattro ambienti, lo spettacolo è strutturato come un lungo piano sequenza, in cui i dieci attori ci raccontano, in una coralità scenica e narrativa, la loro quotidianità, in un sottile confine ed equilibrio tra tragedia e leggerezza. Le circostanze, inusuali e inimmaginabili, mostrano caratteri diversi e contrastanti, egoismi e simpatie, paura e speranza, e lo sbocciare di un giovane amore.  E anche se la fine è imminente e certa, fino all’ultimo Anne conserva la sua voglia di vivere e la sua fiducia nell’umanità: «…continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo…» 

In scena, insieme a Raffaella Alterio, Ruben Rigillo, Francesca Bianco, Gabriella Casali, Beatrice Coppolino, Vinicio Argirò, Tonino Tosto, Susy Sergiacomo, Fabrizio Bordignon e Roberto Baldassari. I commoventi canti tradizionali ebraici che accompagnano la vicenda sono cantati da Eleonora Tosto.

Considerato uno dei capolavori del teatro del ‘900, e Premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1956, Il Diario di Anne Frank, nel suo debutto al Teatro Belli nel 2020, ha registrato un grandissimo successo di pubblico e di critica, e un successo di particolare rilievo soprattutto negli oltre 2500 studenti delle scuole di Roma e provincia che vi hanno assistito.

Lo spettacolo ha ricevuto il patrocinio dalle principali istituzioni ebraiche: UCEI – Unione della Comunità Ebraiche Italiane, Fondazione Museo della Shoah, Centro Ebraico Italiano “G. E. V. Pitigliani”, l’Associazione Progetto Memoria, l’Associazione Figli della Shoah e il MEIS, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah.

TEATRO BELLI

piazza Santa Apollonia, 11a – Roma

tel. 065894875

www.teatrobelli.it

Orario spettacoli

venerdì e sabato ore 21,00

domenica ore 17,30 

Orario botteghino

venerdì – sabato ore 18,00/22,00

domenica ore 15,30/18,30

Prezzi: Interi € 18,00 – Ridotti € 13,00

Lo spettacolo si apre con Otto Frank (Ruben Rigillo) che, unico sopravvissuto ai campi di sterminio, torna ad Amsterdam nella soffitta in cui con la sua famiglia ed altri “ospiti” si era rifugiato per due anni.

Otto rientra in possesso del diario di sua figlia Anne, (a cui la bravissima attrice Raffaella Alterio dà vita a teatro), e comincia a leggerlo, rievocando quelle lunghe giornate abitate dall’angoscia nella piccola mansarda sopra l’ufficio.

Intorno a lui prendono vita i protagonisti della storia e lo spettatore è proiettato nel piccolo rifugio: 37 metri quadri in cui erano state ricavate quattro piccole camere da letto, un cucinino ed un salottino.

La storia è quella malinconicamente nota al mondo raccontata nel famigerato diario di Anne Frank, testimonianza rilevante di un periodo storico deleterio ed indelebile.

Nella scrupolosa scenografia di Vito Giuseppe Zito, divisa in due livelli  e quattro ambienti e che ricrea esattamente l’esiguo spazio vitale di quella soffitta, i validi attori in scena fanno vivere i propri personaggi di vita vera, attraverso interpretazioni realistiche emozionanti.

“Il diario di Anne Frank” al Belli colpisce per la maestria recitativa dei protagonisti, per l’immediatezza della recitazione e per la sinergica coralità che gli attori riescono a portare in scena, tenendo lo spettacolo sempre in equilibrio tra dramma e leggerezza.

Lo spettatore vive il senso di reclusione ed isolamento, la costrizione di una convivenza forzata tra individui diversi in uno spazio angusto, facendosi coinvolgere dalle dinamiche dei personaggi, dagli scontri, dai battibecchi e calandosi nelle loro paure e speranze.

“Il diario di Anne Frank” non presenta solo la tragicità e disumanità della guerra e delle leggi razziali, ma è anche un racconto di formazione, che, all’interno di quel contesto atroce, racconta la vita delle persone in quel periodo attraverso gli occhi di una ragazzina che riesce ancora a guardare al futuro con speranza.

Si assiste alla crescita ed alla maturazione di Anne che altro non è se non una ragazzina appassionata della vita e piena di desideri, che non sa che la fine è certa e vicina; ed è come se lo spettatore lo scoprisse insieme a lei.

Merito della straordinaria interpretazione della bella e brava attrice Raffaella Alterio che restituisce un personaggio ricco di nuance; un’adolescente in trasformazione verso l’età adulta che vive il proprio cambiamento fisico e psicologico e la scoperta dell’amore all’interno di una soffitta a stretto e continuo contatto con la famiglia e gli altri personaggi.

In scena un cast di gran talento che riesce a creare dinamiche coinvolgenti muovendosi in uno spazio stretto, ma ottimamente gestito.

Oltre al grandioso Ruben Rigillo, che è anello di congiunzione tra tutti i personaggi, interagendo con ognuno di loro, e la straordinaria Raffaella Alterio, il cast è composto da Francesca Bianco (meraviglioso il percorso in cui accompagna il proprio personaggio), Beatrice Coppolino, Vinicio Argirò, Tonino Tosto, Susy Sergiacomo, Fabrizio Bordignon, Roberto Baldassari e Gabriella Casali.

Tutti perfettamente inseriti in un contesto drammaturgico e rappresentativo di alto livello, misurato in ogni azione e gesto, grazie anche all’ottima regia di Carlo Emilio Lerici che compone una sorta di lungo piano sequenza capace di comprendere al suo interno tutti gli elementi significativi della rappresentazione, potendo far conto, inoltre, sulla scenografia che consente di vedere contemporaneamente ciò che accade in ogni camera della soffitta.

Uno sguardo sull’esterno è il piccolo lucernario attraverso il quale si vedono il cielo, le nuvole e gli incendi provocati dai bombardamenti.

A completare l’effetto “immersivo” interviene il disegno audio che fa riecheggiare in platea i rumori provenienti dall’esterno, in avvicinamento o in allontanamento. 

Suggestive le musiche e i brani tradizionali ebraici; ottimo il disegno luci che riesce a creare ogni volta la giusta ambientazione.

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