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“SE DICO NO E’ NO”, IL LIBRO DI ANNAMARIA PICCIONE.

Annamaria Piccione è nata nel 1964 e vive stabilmente in due città, Siracusa e Palermo. Oltre a scrivere opere teatrali, ha pubblicato numerosi libri per bambini e ragazzi in cui affronta temi a lei cari come legalità, emigrazione, integrazione. Il suo grande amore per la tradizione l’ha spinta a riproporre per i più piccini leggende e classici della letteratura. Per Mondadori ha pubblicato I miti delle stelle e La Divina Commedia raccontata ai bambini.

“SE DICO NO E’ NO” PRODOTTO DALLA MATILDA EDITRICE, SCRITTO DA ANNAMARIA PICCIONE.
A cura di Ilaria Solazzo

Oggi voglio parlarvi di “Se dico no è no”, un libro che tratta la tematica dell’uguaglianza di genere. Il libro è edito da “Matildaeditrice”, scritto da Annamaria Piccione ed illustrato da Viola Gesmundo. La storia inizia con la presentazione del bambino che narra la storia. Nico ha dodici anni e vive in una famiglia nella quale vi sono solo donne. Nico ha compreso l’importanza di non creare distinzioni tra giochi, strumenti musicali, lavori e materie scolastiche maschili e femminili. Ha scoperto che può decidere di iniziare a suonare il violino senza aver paura di essere criticato. Nico ammette di essere meno bravo in matematica e più bravo in italiano di sua cugina e di questo non si preoccupa perché per lui non esistono materie da maschi e materie da femmine. Insegnanti, educatori e genitori devono impegnarsi per insegnare ai bambini che i pregiudizi di genere di cui la nostra società è ancora impregnata non vanno bene. Dobbiamo dare fiducia alle nuove generazioni e aiutare loro a creare i presupposti per un mondo migliore e più giusto.

Dettagli inerenti il libro…

Autore: Annamaria Piccione.
Illustratrice: Viola Gesmundo.
Casa editrice: Matilda Editrice.
Data di pubblicazione: aprile 2018.
Codice: 9788899908133.
Prezzo: €12,00 euro.
Collana: I libri del filo invisibile.
Argomento: narrativa per bambine/i e ragazze/i.
Temi: bullismo, amicizia, identità, educare alle differenze, violenza.
EAN: 9788899908133.
ISBN: 8899908133.
Pagine: 34.
Formato: rilegato.
Età consigliata: A partire dai 5 anni.

Per acquistare il libro online

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Descrizione del libro

“Se dico no è no” è il divertente racconto del piccolo Nico da cui emerge come sia importante non rinunciare alla propria unicità e autenticità. Non è un libro per invitare alla disobbedienza ma un libro sull’importanza di impegnarsi per realizzare i propri desideri più profondi. Guidare bambini e bambine ad avere una voce forte e chiara sui propri diritti è importante sia affinché nessuno si approfitti di loro sia perché nessuno impedisca loro di scegliere. È importante anche insegnare a dire no quando qualcuno vuol decidere per noi senza tener conto dei nostri desideri, soprattutto se queste decisioni sono condizionate da idee stereotipate e non da validi motivi. Il racconto di Nico sulla sua grande famiglia composta da donne offre molti spunti di riflessione e la scoperta di importanti figure femminili. Età di lettura: da 5 anni.

Il racconto è di Annamaria Piccione e le illustrazioni sono dell’architetta Viola Gesmundo. “Se dico no è NO”. Per far valere i propri diritti occorre una voce forte e chiara. Un NO consapevole accresce la coscienza di sé. Il divertente racconto ha per protagonista Nico, grazie al quale emerge quanto sia importante oggigiorno non rinunciare mai alla propria unicità ed autenticità. Non è un libro che induce alla disobbedienza, ma alla riflessione. Invita il lettore a riflettere sull’importanza di non rinunciare ai propri desideri più profondi. È importante guidare i bambini ad avere una voce forte e chiara sui propri diritti, sia affinché nessuno approfitti di loro, sia perché in futuro non diventino adulti/e che approfitteranno degli altri. Altrettanto fondamentale è insegnare sin da piccoli/e che può essere giusto dire NO quando qualcuno vuol decidere sulla loro vita senza tener conto dei loro desideri; a maggior ragione se e quando queste decisioni non sono supportate da validi motivi, ma condizionate da idee stereotipate. I grandi, i genitori in particolare, hanno il dovere di guidare i/le figli/e nelle scelte, ma ciò non significa che devono sostituirsi a loro. Devono consigliare sì in base alla propria esperienza, ma con la consapevolezza che non sempre ciò che ritengono “giusto” per loro lo sia anche per i propri figli. Ogni genitore (o insegnante) dovrebbe poi sempre fare i conti con i propri pregiudizi e idee stereotipate, in modo da superarli e non trasmetterli a chi rischia di esserne suggestionato per sempre. Ancora più importante è che i bambini e le bambine comprendano la libertà affettiva e di relazione. Non devono cioè sentirsi obbligati ad abbracciare chiunque, ma devono anche capire che una loro dimostrazione di affetto invade la sfera personale di un altro o di un’altra e che dunque deve essere gradita: l’importanza del consenso va acquisita sin dalla prima infanzia. Vi sono alcuni (ottusi) atteggiamenti adulti che inficiano i rapporti tra bambini e bambine, sessualizzando l’amicizia sin dai primi anni. Frasi come “Lo fa perché gli piaci” o “Scommetto che gli piaci” o “ce l’hai il fidanzato/a?” inculcano stereotipi dai quali non sarà facile liberarsi. Dire NO non si traduce dunque in egoismo o rifiuto di relazione, ma in consapevolezza e coscienza di sé: non è possibile instaurare rapporti armoniosi con gli altri se prima non si crea armonia in se stessi.

Donatella Caione, responsabile di Matilda Editrice ha detto: Ci sta molto a cuore l’empowering delle bambine. In questa linea editoriale rientra questo libro che evidenzia come a volte sia importante dire No: quando qualcuno/a vuol decidere per noi, che si tratti di cosa indossare o chi baciare o che strumento musicale suonare o a quale facoltà inscriversi. Più spesso sono bambine e donne a non saper dire No. Nella grande famiglia di donne narrata in questo libro dall’unico maschietto ci sono donne più anziane che hanno imparato a dire No solo con gli anni e l’esperienza e che insegnano la bellezza della “disobbedienza giusta” alle/i giovani. Per insegnare a bambini e bambine che nessuno deve decidere per noi, nessuno deve impedirci di realizzare i nostri desideri più profondi. Un libro che incarna lo spirito ribelle ed assolutamente antiautoritario della casa editrice Matilda (che non a caso prende il nome da una grande piccola protagonista molto brava nella “disobbedienza giusta”). Educare a dire sempre Sì ha conseguenze anche in adolescenza ed età adulta, ha detto probabilmente sempre sì una donna vittima di violenza domestica. Insegnare l’importanza del consenso a bambine e bambini è importante, sia per chi deve manifestarlo che per chi deve saper prenderne atto.

Info sull’autrice

Annamaria Piccione si occupa in prevalenza di gatti e di bambini. Parla dei primi nei libri che scrive per i secondi e in tutti i suoi testi è sempre nominata la parola “gatto”. Per i ragazzi ha pubblicato oltre novanta libri, con le maggiori case editrici italiane, tra cui Einaudi, De Agostini, Feltrinelli, Piemme, Edizioni Paoline. Dal 2007 cura la trasposizione per i bambini delle tragedie greche portate in scena a Siracusa per le Rappresentazioni Classiche. Vive tra Siracusa e Palermo in due case di fronte al mare, protetta dall’affetto dei suoi meravigliosi cinque gatti e del cane Pablo.

Info sull’illustratrice del libro

(1) Viola Gesmundo | Facebook

IN FOTO VIOLA GESMUNDO

Viola Gesmundo, architetto sulla carta, illustratrice a tempo pieno ed urban artist; di origine foggiana, vive a Torino ed è una neomamma. Crede nel potere dell’illustrazione come mezzo principale di comunicazione ed è convinta che tutti prima o poi, imbattendosi nelle immagini o murales, possano comprenderne il significato. Le tematiche da lei affrontate sono spesso nascoste in simboli nei disegni e rivelano uno sguardo femminile. Collabora con diverse realtà torinesi per la rigenerazione degli spazi pubblici. Nel 2016 ha realizzato il murale per la riqualificazione dell’ex dazio ottocentesco a Torino, vincendo il Bando Porte ad Arte. Altri suoi murales sono presenti a Torino, Milano, Bologna, Parigi, Rotterdam e New York. Ha realizzato diverse performance e live painting a Torino e Rotterdam in collaborazione con ballerini ed artisti. Ha pubblicato con Foglio di via Non si può chiudere in un cassetto il mare, con Matilda Editrice Una strada per Rita e Se dico no è no.

INTERVISTA

ILARIA – Ciao Annamaria e benvenuta su PIANETA INFORMAZIONE. Parto subito con la prima domanda. Perché hai scelto di rendere protagonista Nico?
ANNAMARIA – I protagonisti in realtà sono due, entrambi si chiamano Nico e sono due cugini, un ragazzo ed una ragazza. Ho scelto il primo come narratore, per dare un punto di vista diverso dal mio. Ossia di un maschio che vive circondato da donne e ci regala le sue riflessioni divertite, ammirate, perplesse, solidali secondo le varie situazioni. Per capire gli altri non basta osservarli con attenzione, occorre entrare nel loro mondo senza pregiudizi. Nico si rende conto, con onestà, che le donne nelle relazioni affettive sono spesso condizionate più degli uomini dagli stereotipi. Mi sono, dunque, servita di un maschio illuminato per parlare di noi donne.

ILARIA – Una famiglia di sole donne ritieni sia un valore aggiunto per un ragazzo?
ANNAMARIA – Io credo che il valore aggiunto per un ragazzo o una ragazza sia essere circondato da amore e rispetto, dialogo, comprensione e collaborazione. Non importa il numero o il genere dei membri di una famiglia, importa sentirsi voluti bene e capiti. Nico è un ragazzo fortunato, perché sa di esser voluto bene, compreso, spronato.

ILARIA – Oggi, purtroppo, la società ci impone stereotipi variegati. Hai messo in luce il rapporto tra cugini di sesso differente.
ANNAMARIA – Scrivo e mi occupo spesso di temi come stereotipi, violenza di genere, identità di genere, women empowerment, grammatica della differenza. Uno stereotipo è una visione semplificata e largamente condivisa di un’idea, deriva da una parola greca che significa stabile, solido, infatti è una generalizzazione difficile da ribaltare. Difficile non significa impossibile, dagli stereotipi ci si libera attraverso la cultura, la lettura e l’informazione. Gli stereotipi nell’educazione condizionano i più piccoli e hanno effetti negativi sulla crescita dei bambini e delle bambine, con conseguenze a volte gravi sulla vita futura. Maschi e femmine sono trattati diversamente dalla nascita. Ai primi sono regalate le macchinine o i fucili, alle seconde bambole e l’occorrente per il trucco, il rosa è delle femmine, l’azzurro dei maschi. Una bambina buona è una principessa (spesso conciata come tale), un bambino prepotente è un futuro capo che non piange mai. Tutte assurdità. Il bambino che impara a non piangere imparerà a trattenere le proprie emozioni con rischio di insincerità, la bambina arrendevole eserciterà la propria volontà a fatica, cercando la gratificazione altrui prima della propria. Ecco perché ho provato a confrontare due cugini della stessa età, ma di sesso diverso. Per accostare stereotipi diversi.

ILARIA – Una storia che sembra essere tratteggiata molto per ambientazione nel sud Italia, o sbaglio?
ANNAMARIA – Non necessariamente, è una storia che può accadere ovunque. Io sono nata a Siracusa e ho vissuto in molte parti d’Italia prima di tornare nella mia isola. A pensarci bene, immaginando il “mio” casolare, lo vedo circondato dalla campagna veneta più che da quella siciliana.

ILARIA – Bellissima l’immagine dell’atipica nonna Nicolina, poco casalinga a detta di Nico, ma molto presente nello studio per i suoi adorati nipoti. Raccontaci il tuo intento…
ANNAMARIA – Io sono cresciuta circondata da affetto, ma sono state tre zie a darmi l’imprinting, soprattutto una, molto poco casalinga. Era una professoressa, tra le prime donne della città a prendere la patente, che non volle sposarsi e che mi ha insegnato ad amare l’indipendenza ed a non aver mai paura delle mie opinioni, purché ragionate. La figura della nonna si ispira a lei, zia Maggetta, che non ebbe figli ma, per me e altri cugini e cugine, fu una meravigliosa figura materna.

ILARIA – NO è il termine sul quale ruota tutto. A tuo avviso perché è fondamentale?
ANNAMARIA – L’editorA (con la a) Donatella Caione mi chiese un testo che parlasse di stereotipi dell’educazione e di manipolazione del consenso. E a me venne in mente la parola NO, cortissima, ma incisiva, esaustiva. Non è un invito alla disobbedienza, ma a spronare bambini e bambine a non rinunciare alla propria unicità, autenticità, ai propri desideri e gusti. La parola chiave per una crescita armoniosa è consapevolezza. E i Sì sono più convinti e sinceri se sono spalleggiati da NO convinti e sinceri.

ILARIA – A pag.17 poni l’accento su una situazione ancora viva, purtroppo, in molte scuole italiane. Il prof. che esalta il ragazzino a sfavore della ragazzina. Tu come vedi la scuola attuale?
ANNAMARIA – Ho voluto evidenziare un ennesimo stereotipo. Si crede, a torto, che i maschi siano più portati alle materie scientifiche e le ragazze a quelle umanistiche. Per combattere questa corbelleria l’Onu ha istituito, ogni 11 febbraio, la GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE DONNE E DELLE RAGAZZE NELLA SCIENZA, al fine di favorire pari opportunità di accesso e carriera alle donne nelle discipline scientifiche, matematiche e tecnologiche. La scuola è la cartina tornasole di una società, con pregi e difetti. La scuola italiana ha margini di miglioramento, secondo me, ma è uno dei luoghi più sani della comunità, spesso unico baluardo contro disuguaglianze e ingiustizie sociali.

ILARIA – Anche tu hai avuto la fortuna di avere una nonna come Nicolina?
ANNAMARIA – Non le nonne, ma tre zie, come ho detto prima. Di zia Maggetta ho già parlato. Le altre due sono zia Lisetta, che mi ha insegnato a guardare la vita con occhi positivi, e zia Sara, dalla quale ho ereditato l’amore per la lettura e la scrittura. Le mie nonne erano molto tradizionali, ma affettuose e bravissime in cucina. Colonne portanti della famiglia, proprio come nonna Nicolina.

ILARIA – Un tuo sogno nel cassetto?
ANNAMARIA – Avere una casa con cento gatti.

IN FOTO ANNAMARIA PICCIONE

ILARIA – Progetti futuri?
ANNAMARIA – Vivere il presente.

IN FOTO ANNAMARIA PICCIONE

ILARIA – Invia un saluto ai lettori.
ANNAMARIA – Grazie di aver letto fino alla fine!

2022 © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Questa intervista è stata rilasciata telefonicamente dalla scrittrice Annamaria Piccione alla giornalista pubblicista Ilaria Solazzo. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

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